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IERI / DOMANI

La storia è un lungo cammino fatto di sentieri che di continuo si biforcano, e quel che alla nostra dabbenaggine appare come una linea consequente e consecutiva di fatti l’uno collegato all’altro (magari logicamente) è, invece, una sequenza puntiforme d’infinite fratture (e senza logica alcuna). Non c’è nulla di più sciocco della frase, di solito pronunziata con ponderata solennità, che “sarebbe bastato un nulla, e la storia sarebbe stata diversa”: la storia è continuamente diversa rispetto a come potrebbe, in un rapporto di uno all’infinito. Ed ecco allora l’ucronia, o storia controfattuale, o storia virtuale. La quale si distingue o dovrebbe distinguersi dalla fantastoria (quando non avviene, ciò dipende dal fatto che non tutti quelli che in tali “generi” si cimentano sono poi in grado di sostenere la sfida) in quanto parte da un determinato momento di storia realmente accaduta e, inserendo in essa anche una sola, impercettibile variabile, costruisce una storia alternativa che a sua volta segue una sua parabola d’infiniti fatti a loro volta esito di scarti successivi.
[Franco Cardini, Prefazione a “Se l’Italia” ed. Vallecchi, 2005]

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