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PASSATO / FUTURO

Franco Cardini
La storia per il futuro: rendiconto obiettivo o proposta programmatica?
Introduce Arturo Verna

Marc Bloch, nella sua straordinaria Apologia della storia, poteva ancor definire “il mestiere di storico”. E’ ancora oggi un “mestiere”? E utile a chi, a parte a coloro che sono stipendiati per farlo? In fondo, l’interrogativo è sempre lo stesso: “Ma insomma, a che serve la storia?”.
La storia come passato interessa sempre di meno, mentre come “presente in funzione del futuro” è disciplina emarginata e contestata; l’editoria storica specialistica di qualità è sempre più asfittica e quella divulgativa sempre meno affidabile. Sempre meno sono i giovani che scelgono di dedicare alla storia la loro vita e le loro energie: tuttavia  della storia continuiamo ad aver bisogno, un bisogno progettuale. Con la fine delle ideologie “tradizionali” ereditate dal Sette-Novecento e l’affermarsi di sistemi di pensiero nuovi, fluidi, che sono sovente ancora delle “cose” in cerca di “parole” in grado di definirle, ci siamo scoperti finalmente davvero “liberi” sul piano concettuale, mentre lo siamo sempre di meno su quello sociale, economico-finanziario, politico e perfino esistenziale.
La nuova storia la stiamo costruendo come ha intuito David Landes, “al condizionale”, con tutti i “se” e tutti i “ma” possibili e immaginabili: come esegesi continua del passato proposta nel presente in funzione di un futuro in incessante evoluzione dinamica. Abbiamo rinunziato a credere nel “progresso” storico: però crediamo nel “processo” storico.
[da Franco Cardini su barbadillo.it]

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