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Cecco: poeta, eretico, apocalittico

Passeggiata sulle orme dell’antagonista di Dante, guidata da Lella Palumbi
Partenza da Piazza Cecco a Porta Romana
Arrivo alle 11.30 al Chiostro di San Francesco
Mario PoliaLe Apocalissi nella storia

Porta Romana, Piazza Cecco
Chiesa di S. Croce
Biblioteca
Chiesa di San Francesco
Ponte e Statua di Cecco 

Francesco Stabili, detto Cecco d’Ascoli, astrologo e poeta di altissimo ingegno. Insegnò astrologia in varie città d’Italia: da Bologna fu costretto ad allontanarsi nel 1324, come eretico, passò poi a Firenze al servizio di Carlo di Calabria, ma qui, sotto la stessa accusa di eresia, fu processato e arso vivo. La sorte tragica e i suoi atteggiamenti bizzarri crearono presto intorno a lui una leggendaria fama di mago.  La sua opera più importante, L’Acerba è un poema allegorico in cui si parla dei cieli e delle intelligenze celesti, degli animali, delle pietre, della fortuna, dell’amore, dei vizi e delle virtù. Notevole nel poema la polemica contro Dante, trattato con spregio: atteggiamento non ispirato da invidia, come si credeva un tempo, ma da una diversa impostazione di pensiero e dal bisogno di difendere l’astrologia dalle limitazioni cui Dante l’aveva sottoposta.

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