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TERRA / CIELO

Patrizia Caraveo ed Eugenio Coccia
Giù le mani dal cielo
Modera Gino Troli

Il cielo stellato è parte integrante della cultura di tutte le civiltà che si sono sviluppate sul nostro pianeta. L’UNESCO l’ha definito patrimonio dell’umanità e, come tutti i patrimoni, deve essere conservato per le generazioni future. Purtroppo questo impegno è spesso disatteso e l’oscurità della notte è messa in serio pericolo dalla mancanza di attenzione degli esseri umani. Troppe luci spengono le stelle. Preservare il buio non è una missione impossibile, con un po’ di attenzione tutti possiamo contribuire a limitare l’inquinamento luminoso per tenere accese le stelle che hanno moltissimo da raccontarci. Due tra i più grandi protagonisti della scienza italiana si incontrano per un dialogo sull’ultimo libro di Patrizia Caraveo, Il cielo è di tutti (Dedalo, 2020), che affronta il tema della conoscenza del cielo e della sua osservazione attraverso nuovi strumenti e con obiettivi più avanzati. “Siamo polvere di stelle – dice Caraveo –, e questo spiega la ragione del grande fascino che il cielo ha sempre esercitato sul genere umano, fin dalla notte dei tempi. Oltre a essere affascinante, l’astronomia è stata per millenni una scienza utile. Il Sole, la Luna e le stelle sono stati l’orologio e il calendario dell’umanità, e hanno anche indicato ai viaggiatori la direzione da seguire”. A confrontarsi con Patrizia Caraveo (che non risparmia critiche a una certa superficialità nell’affrontare temi che necessiterebbero di maggior spazio nel dibattito culturale contemporaneo) un protagonista molto noto della fisica italiana, Eugenio Coccia, che è fra gli scopritori delle onde gravitazionali e tra i primi osservatori dei buchi neri. Cielo e terra è l’endiadi sulla quale i due scienziati saranno chiamati a cimentarsi per riflettere sulle nuove frontiere dell’astrofisica.

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